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GRUPPO TRANS

Info: gruppotrans@gmail.com

Associazione Gruppo Trans

"un altro Genere di attivismo"

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I PUNTI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA LOTTA:      

Modifica dell'ormai obsoleta legge 164/82' - "Norme in materia di rettificazione di sesso" :

- stabilendo in modo chiaro ed indiscutibile la non obbligatorietà ad alcun intervento chirurgico di sterilizzazione forzata per l'ottenimento della rettifica anagrafica. Su questo tema in Italia vige una totale lacuna politica, ad oggi infatti è solo grazie all'intervento della Corte di Cassazione che sono state emanate Sentenze atte a proteggere le persone trans da questa grave violazione dei diritti umani inviolabili della persona. Rivendichiamo l'aggiornamento della legge 164/82' in quanto di fatto ad oggi in Italia non esista alcuna legge che ci riconosca questa tutela.
- liberando le soggettività trans dal percorso burocratico nei tribunali e sostituendolo con una semplice procedura extra giudiziaria, come già previsto in svariati paesi in Europa. Rivendichiamo il riconoscimento del diritto all'autoderminazione dei nostri corpi e delle nostre identità trans, abolendo l'iter in tribunale per mezzo di avvocati e ctu, al cospetto di giudici e della loro autorizzazione a poter vivere le nostre vite.

Istituzione di una legge nazionale che punisca i reati di matrice omo-transfobica

Rivendichiamo l'istituzione di una legge al fine di prevenire e contrastare le discriminazioni, i linguaggi offensivi e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere di una persona in qualsiasi ambito della propria vita, non solo a livello di mobbing lavorativo. Riconoscimento e tutela di tutte le identità non binarie contenute all'interno dello spettro dei generi, e dei non generi. Una Legge Nazionale Antidiscriminazione atta a promuovere e valorizzare l’integrazione tra le politiche educative, scolastiche e formative (soprattutto per la prevenzione dei casi di bullismo), sociali e sanitarie, istituendo il reato di omotransfobia, non sanzionandolo solamente a livello amministrativo ma, ove necessario, riconoscendone responsabilità penale.

Politiche attive per l'inclusività nel mondo del lavoro

Il diritto delle persone trans ad autodeterminarsi si estrinseca anche nell’integrazione nel mondo del lavoro, nell’accesso ad un reddito ed all’indipendenza economica. Per garantire inclusività nel mondo del lavoro sono necessarie politiche attive specifiche per le persone trans, specialmente in caso di incongruenza dell'anagrafica rispetto all'espressione di genere della persona. Per le persone trans è urgente che in Italia ci si adegui immediatamente agli standard internazionali che già oggi prevedono l'assenza di foto e genere dal curriculum, farendone la possibilità di essere scelte per il colloquio e non scartate sulla base di un eventuale pregiudizio. Favorire la creazione di punti di informazione per i lavoratori e le lavoratrici trans che subiscono mobbing, e prevedere nei contratti di lavoro l'inserimento di tutele importanti per i lavoratori e lavoratrici trans, a partire dalla possibilità di utilizzare sul posto di lavoro un'anagrafe corrispondente al sesso di elezione della persona, in modo da proteggere il diritto alla privacy di questa in tutte le interazioni pubbliche (nome su un eventuale cartellino, nome in cartelli espositivi per i turni di lavoro, badge o documentazioni esposte in spazi comuni e di pubblico dominio all'interno dell'azienda). Lo stigma e la discriminazione conducono ancora oggi troppe persone trans in situazioni di precarietà economica ed esistenziale, la promozione di queste pratiche determinerebbe un aumento della qualità di vita lavorativa dei lavoratori e lavoratrici trans, e permetterebbe a tante persone trans inoccupate o che hanno perso o lasciato il lavoro in seguito alla transizione, di esporsi con più tutela nella ricerca di una occupazione.

Diritto alla Salute per tutte le soggettività trans

L’autodeterminazione delle persone trans è di fatto ostacolata dall’impossibilità concreta di esercitare il diritto alla salute per l’assenza di servizi omogenei su tutto il territorio nazionale relativi ai percorsi psicoterapeutici ed endocrinologici, qualora richiesti. È urgente garantire l’accesso gratuito a tali servizi presso strutture sanitarie pubbliche presenti a livello nazionale garantendo alle persone trans di poter essere prese in carico nella propria città di residenza, avendo cura di organizzare tali servizi con la collaborazione ed il coinvolgimento attivo delle associazioni operanti sui territori, in quanto soggetti in grado di recepire al meglio le esigenze dell’utenza. Sempre nell’ottica di rendere tali servizi accessibili a tutt* ed efficienti, è necessario assicurare una specifica formazione al personale medico-sanitario ed in generale a tutti gli operatori che intervengono a vario titolo nei percorsi di transizione, anche al fine di rendere le procedure adattabili alle specifiche esigenze ed ai vissuti individuali, che rimangono sempre unici e mai “standardizzabili”. I servizi community-based riguardanti la salute delle persone trans erogati nei vari territori non possono lasciar spazio ad una deresponsabilizzazione del servizio sanitario nazionale in termini di monitoraggio della qualità del servizio erogato, dell'effettiva accessibilità, e per ciò che riguarda la gratuità “off the label” dei farmaci usati per i percorsi ormonaliSi rende inoltre indispensabile una revisione dei protocolli ONIG e WAPTH al fine di tutelare a pieno il diritto della persona trans* di autodeterminare come meglio crede il proprio eventuale accompagnamento psicologico, e riuscire come già avvenuto in Europa a poter vedere riconosciuto il proprio diritto ad esistere (documenti alla mano) senza dover necessariamente sottoporsi a test psicodiagnostici e perizie patologizzanti, pur mantenendo l'attenzione medica degli specialisti a supporto di una eventuale terapia ormonale e/o interventi chirurgici. Il Diritto alla Salute per le persone trans si traduce anche in un monitoraggio e ricerca degli effetti delle terapie ormonali sulle persone che le assumono, specie considerando che le terapie ormonali per le persone trans constano di farmaci non specifici per le persone trans, ma concepiti e utilizzati per altre tipologie di trattamento , tuttora con effetti dei quali a lungo termine non esiste letteratura scientifica. Rivendichiamo, dunque, farmaci specifici per i percorsi ormonali delle persone trans, e fino ad allora un reale monitoraggio da parte del Sistema Sanitario Nazionale che ci eroga queste terapie, degli effetti sulla nostra salute per l'utilizzo di farmaci con altra destinazione d'uso diversa dal percorso di transizione. E' inoltre necessario che tutte le persone trans, operate e non operate, ma con rettifica dei documenti anagrafici, ricevano i giusti esami di screening di prevenzione corrispondenti alla loro reale necessita' e non solo in base al genere del documento assegnato. Rivendichiamo l'esistenza dei nostri corpi e la necessità di una corretta computerizzazione capace di comprendere a pieno le nostre necessità di salute e prevenzione. Attualmente in italia a un ragazzo FtM con i documenti rettificati al maschile arriveranno gli esami di screening della prostata che non possiede, e che magari servirebbe a una ragazza MtF non operata ma con i documenti rettificati, alla quale arriverà lo screening del pap test per un utero che non possiede.

Lo Sport come strumento di educazione alle differenze e inclusività sociale

Lo sport può diventare un piccolo laboratorio dove sperimentare una società basata sulla libera espressione di sé con la consapevolezza dell’accettazione incondizionata e del rispetto da parte delle compagne e dei compagni. Un luogo dove il proprio genere, il proprio orientamento sessuale, la propria religione, la propria etnia, il proprio corpo non diventino elementi divisivi o fonte di imbarazzo, ma ricchezza per sé stessi e per il gruppo. Attraverso lo sport si possono creare ambienti dove le persone si sentano fiere del proprio corpo e di quello che sono, riuscendo a sviluppare e realizzare il proprio potenziale, prendendo consapevolezza delle reciproche differenze e rispettandole. Le persone trans si sono sentite spesso costrette ad abbandonare lo sport per l'incongruenza tra i propri documenti e il genere delle squadre di riferimento in cui partecipare. 

Attraverso l'interlocuzioni con gli enti pubblici, le scuole, le società sportive, le associazioni sportive, desideriamo costruire progetti e opportunità per la visibilità e l'inclusione di tutte le soggettività e tutti i corpi nel mondo dello Sport, informando, formando e partecipando attivamente. Nello specifico ci siamo battuti per stipulare un accordo con una delle società dilettantistiche più partecipate a livello nazionale per ottenere il doppio tesseramento anagrafico sportivo per le persone trans in modo da permettere loro di giocare e allenarsi in tornei o competizioni del proprio genere di elezione. E' necessario rendere questa pratica una prassi per qualsiasi tipo di iscrizione sportiva a livello nazionale. Desideriamo focalizzare l'attenzione sull'importanza di riconsiderare gli spazi comuni in ambito sportivo, come ad esempio gli spogliatoi ed i bagni, al fine di renderli più inclusivi nel rispetto del benessere di ogni persona.

Tutele nell'accesso ai percorsi di studio formativi ed accademici per le persone trans

Esiste un tempo che intercorre tra la richiesta di rettifica anagrafica e la modifica di questi documenti, stimabile da 1 a 3 anni di durata del procedimento in tribunale per ottenere la sentenza. Questo tempo si ripercuote su studenti e studentesse trans in molti casi inibendone la decisione di iscriversi all'università per proseguire i propri studi per evitare di subire discriminazioni derivanti dalla propria condizione. Abbiamo lottato per l'applicazione in svariati atenei italiani del profilo burocratico temporaneo (Carriera Alias) che prevede il nome del sesso di elezione sul badge universitario sostituendo il dato anagrafico della persona trans, per tutelarne il diritto alla privacy in tutte le interazioni con l'università, ad esempio in fase di appello e nell'interazione con docenti, colleghi, studenti. Rivendichiamo il diritto delle persone trans all'autocertificazione come pratica burocratica per l'ottenimento della carriera alias negli atenei senza obbligo di alcuna perizia medico-psichiatrica, e rivendichiamo l'adesione di tutti gli atenei e centri didattici italiani all'utilizzo della pratica delle carriere alias in modo da garantire tutela a livello nazionale e non a macchia di leopardo, per non influenzare la scelta di tanti studenti e studentesse trans di dover scartare atenei che non ne prevedono l'utilizzo, iscrivendosi solo a quelli che ne prevedono l'accesso aderendo a tale tutela.
 

e ancora non ultimi..

• Impedire il declassamento dei matrimoni contratti in precedenza dalle persone trans trasformati in unioni civili con oggettive forme diverse di tutele riconosciute.

• Tutela dei minori Trans e del proprio diritto al benessere psicofisico anche in caso di dissenso della potesta' genitoriale.

MANIFESTO POLITICO

i principi che ispirano l'esistenza della nostra Associazione

Come persone trans viviamo in una società che non contempla i nostri corpi e le nostre identità,

siamo dunque invisibili, non esistiamo.

 


Non esistiamo ogni volta che siamo costrett* ad usare un documento che non ci rappresenta, che non rappresenta la nostra identità e come viviamo i nostri rapporti sociali nella vita di tutti i giorni. 

Non esistiamo per il mondo del lavoro, ogni qualvolta una persona trans viene esclusa in sede di colloquio sulla base di un pregiudizio. Quando per lo stesso pregiudizio un proprietario di casa si rifiuta di siglarci un contratto di affitto

Non esistiamo quando viene concesso a una farmacia di poter scegliere se venderci o meno la nostra terapia ormonale pur avendo in mano una regolare ricetta intestata. 

Non esistiamo per tutte quelle università che ancora oggi scelgono di non aderire alla formula della carriera alias, esponendoci a continui outing da parte dei docenti, o esponendoci a coming out forzati nelle aule accademiche, ignorando il nostro diritto alla  privacy

Le persone trans abbandonano la pratica dello sport, dato che a livello agonistico non è prevista la possibilità di giocare da parte delle società sportive e federazioni in squadre che tengano conto dell'identità di genere della persona e del suo sesso di elezione piuttosto che del mero dato anagrafico. 

 

Abbiamo il diritto di autodeterminare la nostra esistenza, abbiamo diritto ad esistere!

 


Non ci possiamo più accontentare di questa lacuna politica circa le nostre vite e di essere tutelat* solo dalla Corte di Cassazione che a colpi di sentenze legittima da un tribunale la nostra esistenza senza obbligo di sterilizzazione, grazie ai costosi ricorsi delle persone trans* che ad oggi, purtroppo, sono ancora obbligate a lottare nei tribunali per vivere la propria vita ed ottenere documenti coerenti con la propria persona.

Abbiamo bisogno di una nuova legge che stabilisca in modo chiaro ed indiscutibile la non obbligatorietà alla sterilizzazione forzata per avere i documenti, e ad averli prima possibile in supporto della persona come già avviene in diversi stati civili in Europa, piuttosto che come conseguenza finale di un lungo, costoso ed estenuante iter legale.

Abbiamo bisogno di un parlamento coraggioso che smetta di farci sentire invisibili, e che calendarizzi al più presto una nuova proposta di legge, anche basandosi sull'esperienza del ddl 405, unica parvenza di tentativo depositato in Senato per le persone trans*, ma ormai decaduta con nuova legislatura.   

L’Italia ha un triste primato, risulta infatti dal 2016, il primo paese in Europa per numero di crimini d’odio nei confronti delle persone trans, al pari della Turchia. Ricordare ogni anno le vittime dell’odio transfobico in Italia non ci basta, noi abbiamo bisogno di leggi che ci tutelino, che ci proteggano dall’odio transfobico.

Abbiamo bisogno di una Legge Nazionale contro l’omo lesbo bi trans negatività

essere visibile come persona trans* al giorno d'oggi in Italia è una sfida continua, significa essere nella maggior parte dei casi vittime di discriminazioni sociali, lavorative, familiari, o molto più semplicemente appunto "non esistere" , venendo di fatto escluse dalle logiche della quotidianità.  

Rivendichiamo la nostra autodeterminazione, riappropriandoci di identità che la società non contempla e non tutela.

Con i nostri corpi plurali e le nostre fragilità intersezionali: siamo persone trans ma non solo, tant* di noi sono anche homeless senza una fissa dimora allontanat* dalle famiglie, siamo migranti in una società sempre più costretta a combattere il razzismo, siamo sex worker e non abbiamo alcun diritto riconosciuto ad essere tutelate come lavoratrici e lavoratori dallo Stato, siamo precari e ogni giorno per esistere è lotta di classe, siamo sieropositiv* e resistiamo allo stigma e alla disinformazione fatta sulla nostra pelle, siamo persone disabili e lottiamo con i nostri corpi plurali per liberarci dalla società dell'abilismo e della discriminazione, siamo tutt* noi

Abbiamo bisogno di decostruire stereotipi e ruoli di genere di questa società binaria e sessista.

Abbiamo bisogno di percorsi scolastici che creino consapevolezza dando un’informazione completa alle nuove generazioni del mondo che li circonda, dell’esistenza di moltiplicità di identità “Altre” e orientamenti sessuali diversi da quelli proposti unicamente dallo schema eteronormativo.

Abbiamo bisogno di lottare ancora per vedere riconosciuti i nostri diritti

Siamo pront* a continuare a farlo

Noi non siamo il gender, non siamo teorie, noi siamo persone ed esistiamo.

 

 

 

Associazione Gruppo Trans