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Associazione Gruppo Trans

"un altro Genere di attivismo"

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SALUTE

L'Autoterminazione,

il cuore delle nostre lotte

 

   

 

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Cosa si intende per  Benessere  e Salute   delle persone Transgender?
 
Partiamo da una breve ma doverosa premessa:

Ci piace riferirci alla parola "Transgender" come termine ombrello inclusivo per tutte le persone che non riconoscono corrispondenza tra il sesso assegnato alla nascita e la propria identità.


Per migliaia di persone in Italia nascere assegnata "femmina" non coincide crescendo con il fatto di percepirsi "donna", così come nascere assegnato "maschio" non preveda necessariamente che la persona cresca identificandosi come "uomo".
 
Per una persona trans è dunque complicato vivere in una società che ancora prima di riconoscerci autenticità personali ci suddivide in modo rigidamente binario riconoscendo l'esistenza di due soli sessi (maschio e femmina) corrispondenti a due soli generi stereotipati (uomo e donna) , ciascuno dei quali con norme e ruoli ben prestabiliti.

Riconoscere la differenziazione sessuale in solo due sessi su base genetica per le coppie di cromosomi sessuali XX e XY non è solamente riduttivo, ma scientificamente falso. Non si nasce solo con corredo XX e XY, e continuare a perpetrare questa bugia è profondamente lesivo dell'identità e dei corpi di buona parte delle 30.000.000 di persone intersessuali che nel mondo hanno subito e continuano a subire interventi di "normalizzazione" anche dei genitali, specie nei primi mesi di vita, nonostante la loro salute non fosse in alcun modo in pericolo, ma solo per poter essere assegnate M o F su un documento.

Nascere e crescere sono due concetti profondamente diversi, e allo stesso modo lo sono anche il sesso assegnato alla nascita e il genere in cui ci identifichiamo, così come la possibilità di non riconoscersi o riconoscerne alcuno.

 
L' art. 32 della Costituzione Italiana prevede il diritto alla Salute. 
Abbiamo bisogno di essere contemplati come persone transgender e intersessuali nell'accesso alla sistema sanitario e ai farmaci (qualora richiesti); al riconoscimento delle nostre identità anche in presenza di disturbi mentali, neurodiversità, disabilità e stato sierologico, senza che questi siano ritenuti di ostacolo nell'intraprendere un eventuale percorso di transizione medicalizzato. La nostra esistenza deve essere prevista e tutelata, il nostro benessere riconosciuto come importante alla pari di quello delle persone cisgender.
La depatologizzazione della condizione transgender resta al momento effettiva solo su carta, mentre nella pratica le persone trans devono superare test psico-diagnostici come previsto da protocolli che ancora prevedevano la patologizzazione, per esempio Onig e Wpath.

Sono davvero svariati i punti che desideriamo affrontare in riferimento al tema della Salute e al Benessere delle persone trans. Tra questi:

 
• ACCESSO AI SERVIZI SANITARI E AL PERCORSO

L’autodeterminazione delle persone trans è di fatto ostacolata dall’impossibilità concreta di esercitare il diritto alla Salute per l’assenza di servizi sanitari omogenei su tutto il territorio nazionale relativi ai percorsi psicoterapeutici ed endocrinologici, qualora richiesti. È urgente garantire l’accesso gratuito a tali servizi presso strutture sanitarie pubbliche presenti a livello nazionale garantendo alle persone trans di poter essere prese in carico nella propria città di residenza. Tali servizi dovrebbero essere gestiti con la collaborazione ed il coinvolgimento attivo di eventuali associazioni operanti sui territori, in quanto soggetti in grado di recepire al meglio le esigenze dell’utenza. I servizi community-based riguardanti la salute delle persone trans erogati nei vari territori non possono però lasciar spazio ad una deresponsabilizzazione del Servizio Sanitario Nazionale in termini di monitoraggio della qualità del servizio erogato, e dell'effettiva accessibilità.
• FORMAZIONE AL PERSONALE MEDICO-SANITARIO

Come Associazione nell’ottica di rendere tali servizi accessibili a tutt* promuoviamo specifiche formazioni al personale medico-sanitario ed in generale a tutti gli operatori ed enti, pubblici e privati, che intervengono a vario titolo nei percorsi di transizione, anche al fine di rendere le procedure il più possibili adattabili alle specifiche esigenze ed ai vissuti individuali, che rimangono sempre unici e mai “standardizzabili”. Sono tante le problematiche che riscontriamo all'interno delle strutture e nel rapporto con il personale medico sanitario e vi è la necessità di prevenire situazioni di disagio.
 
• REVISIONE DEI PROTOCOLLI
Si rende inoltre sempre più indispensabile una revisione dei protocolli ONIG e WAPTH al fine di tutelare a pieno il diritto di autodeterminazione delle persone trans*. In altri Paesi Europei è utilizzato il modello del consenso informato che garantisce all'utenza di gestire come meglio crede il proprio eventuale accompagnamento psicologico, endocrinologico e chirurgico, senza la necessità di doversi sottoporre a test psicodiagnostici e perizie patologizzanti.
• TERAPIE SPECIFICHE E MONITORAGGIO DELLA SALUTE

Il Diritto alla Salute per le persone trans si traduce anche in  monitoraggio e ricerca degli effetti delle terapie ormonali sulle persone che le assumono, specie considerando che si tratta di farmaci non specifici per le persone trans, ma concepiti e utilizzati per altre tipologie di trattamento , tuttora con effetti dei quali a lungo termine non esiste letteratura scientifica. Rivendichiamo, dunque, farmaci specifici per i percorsi ormonali delle persone trans, e fino ad allora un reale monitoraggio da parte del Sistema Sanitario Nazionale, che ci eroga queste terapie, degli effetti sulla nostra salute.
 
• ACCESSO AI TEST DI SCREENING
E' inoltre necessario che tutte le persone trans che hanno ricevuto una rettifica anagrafica, indipendentemente dall'essersi sottoposte ad operazioni chirurgiche, ricevano i giusti esami di screening di prevenzione corrispondenti alla loro reale necessità e non solo in base al genere del documento assegnato. Rivendichiamo l'esistenza dei nostri corpi e la necessità di una corretta computerizzazione capace di comprendere a pieno le nostre necessità di salute e prevenzione. Attualmente in Italia a una ragazza MtF non operata ma con i documenti rettificati, arriverà lo screening del Pap Test per un utero che non possiede piuttosto che un controllo della prostata.
Sono tante le problematiche sulle quali è necessario lavorare.
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